Correvano i primi anni '80 e per noi studenti delle scuole medie di San Vito (all'epoca Massari) tra una festa di compleanno in casa ed i primi tentativi di mettere insieme un gruppo musicale il tempo libero era consacrato ad andare in giro in bicicletta e giocare a pallone.
In giro c'erano diversi campetti liberi dove non si prenotava e non si pagava, giocava chi occupava per prima il campo così la domenica pomeriggio, praticamente appena finito di mangiare (il più velocemente possibile) si correva al campo prescelto (sperando di essere i primi) e quando si raggiungeva il numero legale in genere da cinque contro cinque in su iniziava la partita.
Questa mattina ho fatto un giro in bicicletta puntando verso i vari campetti che ho frequentato.
Le prime partite le ho fatte al campetto di via Dentice, proprio dietro casa ma probabilmente mai da titolare perché era frequentato sempre da ragazzi più grandi, oggi per metà è un parcheggio per la restante parte un terreno incolto recintato, tra i tanti marchiati come demanio militare (ma de che?).
Domeniche infinite invece erano quelle al campetto di via Aguglie dove ricordo benissimo anche il basamento in cemento di un vecchio palo elettrico, punto privilegiato per battere le punizioni e trappola mortale (dove però non è mai successo niente di grave) per chi era lanciato in contropiede.
Durante le nostre partite erano sempre presenti il padre di Francesco e di Giovanni che fuori dall'auto un po' ci controllavano, un po' parlavano tra di loro e soprattutto ascoltavano le partite alla radio lasciandoci la sensazione di essere collegati anche noi con Tutto il calcio minuto per minuto scusa Ameri intervengo da via Aguglie gol di Cannoncino Joe!!
Oggi quello spiazzo è un playground per bambini più attrezzato conservando di fatto il suo utilizzo storico.
Via Occhiate prima di essere Calata qualche cosa vantava ben tre campetti: Il I campetto era di fatto pertinenza del residence di fianco, ed è stato teatro per diverso tempo degli scontri tra la squadra della sezione A (la mia) e quella della sezione B, Victory vs Rangers.
Si scavalcava da dietro la cabina elettrica e le partite ovviamente duravano fino al buio era anche l'unico che aveva delle porte vere in metallo rispetto a tutti gli altri che invece avevano pali e traverse ricavati da assi e pali sempre instabili e precari.
Il II campetto era anche noto come campo di sabbia, più grande e non recintato ed infine il III campetto nella zona più lontana di via Occhiate in aderenza con il muro di cinta delle scuole CEMM, l'unico problema di questo campo era quando andava il pallone dall'altra parte... Bisognava aspettare il passaggio di qualche ronda che ributtava il pallone in campo.
Nello spiazzo del II hanno ormai costruito, mentre I e III resistono anche se la vegetazione ha preso il sopravvento.
Altro campetto era quello di via Attinie, che in verità ho frequentato più durante il primo anno di superiori preferendolo in parte allo studio pomeridiano. Anche su questo campo ormai ci sono delle case.
Ma nella vita di noi della leva calcistica dal '70 in poi ci sono altri due spazi degni di nota e pieni di ricordi.
Viale del Tramonto prima di trasformarsi nella location della movida estiva e la spiaggia di prossimità di mezza Taranto, era un posto più "underground" la sera la spiaggia era un luogo di infratto per le coppiette che amoreggiavano nel buio mentre di giorno qualche volta, per evadere e lasciare la minuscola palestra alle "femmine" il professor Pesari ci portava a giocare a calcio sulla spiaggia per farci immaginare a Copacabana ma che in realtà era più dura del cemento e più sporca della favela!
In autonomia poi abbiamo anche disputato qualche partita (durante il periodo invernale) più avanti nello spiazzo sabbioso (decisamente più pulito) del villaggio Montello.
Tra i vari campi di calcio calcati devo anche annoverare quello all'interno della Spiaggia Ufficiali, dove grazie al papà di Francesco entravamo tutti insieme e riuscivamo a disputare partite vere in 11 contro 11 (senza capire molto) anche questo campo oggi non esiste più.
In quello della spiaggia Sotto Ufficiali invece si entrava di nascosto conservando lo scatto migliore solo se arrivava qualcuno a controllore. Oggi il sintetico ha sostituito il mateco di un tempo.
Poi sono iniziati ad arrivare i primi campi a pagamento.
Tra tutti una menzione particolare va al campo di Billo, il primo in assoluto a San Vito, proprio dietro la chiesa, fondo in brecciolino bianco e spogliatoi con docce, oggi una pizzeria.
Molto più tardi arrivarono i campetti in erbetta sintetica di via Aragoste con tanto di struttura che non si è mai capito cosa doveva diventare, gli dedico due righe perché tra tutti, anche se in stato di abbandono ormai da oltre vent'anni sono gli unici che sono sopravvissuti all'edilizia e alle mode del momento.
flozstation.it 2003