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I social hanno illuso e convinto che tutti possono essere uguali.
Uno strumento incredibile per esprimersi, confrontarsi, informarsi e  tutti si esprimono soprattutto su quello a cui nessuno, proprio nessuno, ha chiesto un parere, su cose stupide e fondamentalmente su argomenti di cui non si ha nessuna competenza, se non la classica laurea all'università della strada, ma anche le strade non sempre portano tutte dalla stessa parte, le ricerche e le informazioni in un mare in cui vale tutto poi si attingono sempre nella propria acqua ristagnante, tiepida e calma con il risultato che la sete di sapere si trasforma in una rapida disidratazione del cervello radicali non liberi dalle proprie convinzioni.
No, non siamo tutti uguali!
E mentre l'impatto aberrante dei social sulla società è ormai chiaro ed irreversibile ecco l'arrivo dell'intelligenza artificiale...
Sostituirà l'uomo? Lo aiuterà? Il dibattito è ancora caldo, quello che però è tangibile è che l'IA nelle mani delle stesse persone illuse dai social è diventato un ulteriore marchio di omologazione.
Nel mio piccolo vedo gente che non sapeva scrivere un post con la propria testa senza usare citazioni e frasi fatte che ora rilascia trattati e pseudo articoli dal prompt riconoscibile, un'invasione di locandine tutte con lo stesso identico stile, metà illustrazione dei libri delle scuole elementari metà fumetto, ma di quelli pessimi che trovavi nei bustoni a 5000 lire dal giornalaio dove venivano buttati tutte le merde invendibili, una vera occasione.
Una vera occasione persa! 

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T.N.S.F.

UNO MAGGIO LIBERO E PAGANTE

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