Qualche tempo fa avevo cambiato il testo di Regole a Milano dei Delta V trasformandole in Regole a Taranto (ricordando l'esperimento
TARANTO IS BURNING fatto quasi 20 anni fa con Frangetta del Deboscio, ma questa volta solo in forma scritta) poi il caso, un mese fa mi tele trasporta a Milano e non posso far altro che continuare:
A Milano quando entri in un bar, dal più figo al più scrauso se ordini un caffè ti danno solo un caffè, nessuno ti chiede se vuoi acqua liscia o gassata...
Lo skyline dalla tangenziale, il traffico perpetuo. I tavolini dei ristoranti sui marciapiedi in centro, la fila davanti ad un negozio, ma non so per cosa, i binari del tram, l'ombra degli alberi.
Spazi multifunzionali, uffici vista strada. La metropolitana, dalla periferia cambio tre linee per arrivare in 20 minuti a Moscova. Mi ferma anche la polizia nel sottosuolo.
Sono in fila dietro la fila di quelli che entrano al Chiapparo, lo skyline è quello a cubi, e quello del grigio marina militare, non arrivo mai, mezza corsia chiusa dall'AQP, mezza corsia chiusa dalla BRT mentre sogno la medaglia d'oro ai Giochi del Mediterraneo.
Un mare in cui salpare ma lo stesso mare in cui puoi affogare.
H24, contro supermercato aperto H24, che quarantotto!
Poi cammino sotto l'arco della Pace, giro intorno all'arena civica, chiudo gli occhi... Un quartiere addormentato, case che sembrano tutte uguali e la socialità intorno al bar di una piazza finta e senza storia... Apro gli occhi su un castello sul mare.
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